Dopo otto anni di successo con l’omonimo ristorante, l’Ostaria raddoppia e si evolve. Nasce Metodo, il nuovo progetto firmato da Christian Cappuccio e Alessio Terracciano: un format che unisce un’enoteca di altissimo livello a una proposta gastronomica ricercata, pensata per valorizzare la cultura del buon bere e del buon cibo.
Un’identità sintonizzata sul vino e la condivisione
Raccontando la genesi del nuovo locale, Alessio Terracciano (socio e chef) spiega ai nostri microfoni: «Qui abbiamo voluto ricreare un po’ un’Ostaria in piccolo, però più specializzato in vino, con molta più varietà di vino. Ci sarà sempre una cucina, una grande salumeria, una grande proposta di salumi, formaggi, di pesce crudo ma soprattutto, come ho già detto, tanto tanto vino.»
A chiarire il rapporto e le differenze tra i due spazi è Christian Cappuccio (proprietario): «Ostaria rimane sempre quel ristorante dove non si fa pesce, e invece Metodo la novità è che lavoreremo anche il pesce. Avremo la parte della salumeria, quindi con tutti i prodotti soprattutto spagnoli, […] e poi la parte dei crudi.». Lo stile culinario strizza l’occhio alla convivialità: «Tutta la parte della cucina è un po’ stile tapas, no? Piattino piccolo, quindi porzioni un po’ più piccoline, in modo tale da poter riuscire ad provare più cose.»
La proposta gastronomica di Metodo amplia i confini tracciati in questi anni dal ristorante madre, affiancando alle celebri etichette una linea di cucina dinamica e ricercata. Sotto la guida del socio e chef Alessio Terracciano, il locale introduce quindi una ricca selezione di salumi – con una forte predilezione per le eccellenze iberiche – e una raffinata offerta di crudi di mare, tra cui spicca il pregiato tonno rosso di Fuentes. Le portate, concepite con formule in stile tapas e pensate per favorire la condivisione, si uniscono a chicche culinarie come il vitello tonnato dal cappello croccante, offrendo un’esperienza che spazia dai sapori tradizionali alle interpretazioni più innovative.
La cantina, cuore pulsante del nuovo progetto
Ma il vero cuore pulsante del progetto resta la cantina. Come sottolinea Christian Cappuccio:«La cosa importante dove noi puntiamo tanto è la carta dei vini perché abbiamo circa 1500 etichette di vino e la particolarità, essendo un’enoteca, è che avremmo tutto completamente refrigerato e questa è la cosa che ci interessava di più. Speriamo di avventurarci in una nuova storia d’amore.»
Arte, musica e design: le anime di Metodo
L’inaugurazione dell’enoteca del 26 agosto è stata anche il palcoscenico per il debutto della mostra “Saint art show”. L’esposizione è curata da Davide Bramante, artista siracusano con un forte legame con il Piemonte, che ha riunito opere di diversi colleghi accanto ad alcuni suoi lavori. Lo spazio d’arte da lui fondato a Palazzolo Acreide, San Sebastiano Contemporary/Casa Bramante, ha già ospitato in passato percorsi incentrati sul connubio tra vino e creazione artistica: «Il rapporto dell’arte e del vino è presto detto, sin dai tempi del mito. Con un calice in mano, grandi artisti hanno sempre realizzato opere magiche», spiega Bramante, aggiungendo: «Poi per me, che per un periodo della mia vita ho vissuto in Piemonte, dove le Langhe sono un tutt’uno con la cultura del vino, questa connessione è praticamente familiare».
Dalle note del pianoforte alle contaminazioni con la moda
Il fermento culturale del locale non si ferma alle pareti. La musica avrà un ruolo centrale grazie a un pianoforte posizionato in sala, pensato per accompagnare le serate degli ospiti e fare da colonna sonora a eventi tematici dove i calici si fondono con le note dal vivo.
Inoltre, il vino incontra il mondo del lifestyle e della moda attraverso l’occhialeria. Per l’inaugurazione, i locali di Metodo hanno ospitato un percorso espositivo realizzato in collaborazione con il negozio di ottica Gods of Vision di Via Maestranza. L’installazione esplora il profondo trade d’union tra la produzione vinicola e il design di occhiali artigianali, svelando le analogie tra due universi che, partendo dalla lavorazione della materia prima, arrivano a confezionare prodotti capaci di raccontare una storia unica.