Domenica 18 ottobre, alle ore 10.30, la Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS inaugura a Catania OELLE archiveconomia ②, un progetto espositivo che propone uno sguardo profondo sulle tensioni del presente attraverso le opere di artisti italiani e internazionali.

Non si tratta di una semplice ricognizione della collezione della Fondazione, ma di una precisa scelta culturale che mette in dialogo linguaggi differenti per affrontare temi urgenti come i conflitti, la ricerca della libertà, le trasformazioni sociali e la questione ambientale, riconoscendo all’arte la capacità di farsi strumento di denuncia e riflessione critica.

Un’esplorazione critica del presente

L’iniziativa rappresenta la mostra più contemporanea della Fondazione, sia per i linguaggi adottati sia per i contenuti trattati. Come dichiara la presidente Ornella Laneri, le opere raccontano le contraddizioni del nostro tempo e danno voce a prospettive e vicende che spesso faticano a trovare spazio nel dibattito pubblico. La collezione stessa si rivela così come il frutto di anni di scelte orientate a sostenere le ricerche degli artisti e a considerare l’arte una possibilità concreta per interrogare la realtà e stimolare nuove consapevolezze.

Debutti catanesi e linguaggi d’impatto

Tra le principali novità del percorso espositivo figurano alcune opere presentate per la prima volta a Catania. Thomias Radin indaga il rapporto tra dimensione individuale e collettiva attraverso il corpo e il movimento; Dala Nasser si confronta con le cicatrici dei territori e le tracce lasciate dalla violenza dei conflitti; il duo The Cool Couple sfrutta un’estetica ironica per riflettere sulla rappresentazione della guerra e sulla progressiva assuefazione alla violenza, in particolare tra le giovani generazioni.

Il tema della guerra attraversa anche la ricerca fotografica di Michael Christopher Brown, testimone di diversi scenari bellici internazionali, mentre Daniela Ortiz impiega il linguaggio artistico per denunciare le disuguaglianze e le eredità coloniali. A queste visioni si affiancano l’esplorazione dell’autodeterminazione condotta da Tamás Kaszás e le riflessioni sul rapporto tra uomo e ambiente, arricchite dalle opere di artisti quali Alfio Bonanno, Federico Baronello, Margot Kalach, Francesco Lauretta, Antonio Marras, Ryan Mendoza, Lalla Lussu, Alfredo Pirri, Carol Rama, Marco Nereo Rotelli ed Ettore Sottsass.

Spazi immersivi e verso il decennale

La visita offre inoltre l’opportunità di esplorare ambienti speciali come la suite di Alfredo Pirri e la Meta Room di Ryan Mendoza, che permettono di vivere il lavoro degli artisti attraverso modalità di fruizione non convenzionali.

OELLE archiveconomia ② si inserisce nel percorso che porterà la Fondazione a festeggiare dieci anni di attività nel 2027, un arco di tempo speso a connettere la scena internazionale con il territorio siciliano anche grazie a iniziative come il Premio OELLE – Mediterraneo Antico, sviluppato dal 2022 in collaborazione con Artissima. Con questo appuntamento, la Fondazione conferma la propria vocazione di spazio aperto al confronto, invitando il pubblico a leggere le trasformazioni del mondo contemporaneo attraverso la forza critica della ricerca artistica.

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