Ci vorranno ben 132 anni per raggiungere la piena parità di genere a livello globale. Questo dato emblematico ha aperto i lavori di “The gender switch: Women changing Women’s Health”, il dibattito centrale del 12° Congresso di Ginecologia tenutosi a Catania, che ha riunito i principali protagonisti del mondo scientifico, accademico e istituzionale. L’evento ha offerto un’occasione di profonda riflessione sulla salute della donna e sull’alleanza strategica tra professioniste per abbattere le barriere nell’accesso alle cure. Oltre che superare un divario strutturale ormai insostenibile.
Coordinato da Salvo La Rosa, il confronto ha visto la partecipazione di un parterre d’eccezione tutto al femminile, formato da Antonella Agodi, Claudia Georgia Banella, Giusella Finocchiaro, Maria Giovanna Labbate, Franca Melfi, Ida Angela Nicotra ed Elita Schillaci. Nonostante le donne registrino un’aspettativa di vita più alta, trascorrono circa il 25% di questo tempo in più rispetto agli uomini convivendo con problemi di salute o patologie croniche.
Innovazione, tecnologia e ricerca su misura per la donna
Da questa premessa è nato un dibattito a tutto campo che ha evidenziato l’urgenza di calibrare sperimentazione, diagnosi e cure sulle specificità biologiche femminili, superando modelli storicamente tarati su parametri maschili. In questo processo la tecnologia gioca un ruolo decisivo: dalle tecniche chirurgiche avanzate all’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati sanitari, fino all’uso dei social media, l’innovazione permette di garantire diagnosi tempestive e percorsi terapeutici personalizzati.
Anche l’industria farmaceutica si conferma fondamentale, a patto di mettere davvero al centro i bisogni reali delle pazienti. La tutela del diritto alla salute richiede inoltre una corretta divulgazione multicanale e una nuova leadership capace di valorizzare le diversità di genere.
Un evento internazionale tra alta formazione e chirurgia dal vivo
L’incontro ha coronato la cerimonia di apertura del congresso, coordinata dal giornalista Francesco Santocono e inaugurata dai saluti dei presidenti Giuseppe Ettore e Armando Romeo, del presidente onorario Arnaud Wattiez e dei rappresentanti delle istituzioni regionali, accademiche e sanitarie. La serata si è chiusa con un omaggio musicale al femminile del Quintetto d’Archi diretto dal maestro Fabio Raciti e con il tradizionale Welcome Dinner.
L’assise ha visto la partecipazione di oltre 300 congressisti e 180 tra moderatori e relatori giunti da Brasile, Emirati Arabi Uniti, Polonia, Francia, Belgio e Portogallo. Tra i momenti di maggior rilievo spiccano le sessioni di chirurgia dal vivo, con interventi d’avanguardia eseguiti nelle sale operatorie ospedaliere e trasmessi in diretta ad alta definizione nelle aule congressuali per offrire un’esperienza didattica di altissimo valore.
La nascita della Rete Endometriosi Sicilia e il ruolo dell’Arnas Garibaldi
A conclusione dei lavori è prevista la presentazione ufficiale della R.E.S. – Rete Endometriosi Sicilia, un’importante tappa dedicata a una patologia complessa e invalidante che necessita di diagnosi tempestive e di un approccio multidisciplinare. Con questo evento, l’Arnas Garibaldi conferma ancora una volta la propria leadership nella formazione specialistica e nella tutela della salute femminile, ponendosi come motore di innovazione per l’intera comunità scientifica.
