Ci sono storie in cui ago e filo non servono solo a cucire tessuti, ma a tenere insieme memoria, fede e identità. È il caso di Pina Nannuli, stilista siciliana che ha trasformato la devozione per Sant’Agata in un percorso artistico e umano profondamente radicato nella tradizione.
Pina Scaminaci, questo il suo nome, nasce ad Agira, ma il suo cuore batte da sempre per Catania. Nonostante non sia catanese di origine, la cultura, i riti e la devozione popolare legati alla Santuzza l’hanno conquistata fino a diventare parte integrante della sua vita e della sua arte. Il suo percorso creativo prende forma molto presto, dall’amore per i tessuti e dal desiderio di dare nuova vita ai corredi antichi delle nonne: lenzuola, coperte e copritavoli ricamati a mano, carichi di storie familiari e di gesti tramandati nel tempo.
Nelle sue creazioni, la ricerca del nuovo non cancella mai il passato, ma lo valorizza. Ogni abito nasce dal recupero e dalla trasformazione. Un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità. L’incontro con la devozione per Sant’Agata segna però una svolta decisiva. Da quel momento, la sartoria di Pina diventa una vera e propria missione. Una forma di fede espressa attraverso il lavoro delle mani.
Realizzare un abito dedicato alla Santa è, per lei, un’esperienza carica di emozione. Ogni cucitura è una preghiera silenziosa, ogni filo un atto di devozione. Una volta completato, l’abito resta per dieci giorni nella sua casa, esposto su un manichino. Un tempo intimo e sospeso, in cui Pina racconta di sentire Sant’Agata presente. Una presenza viva che accompagna il quotidiano.
La moda come devozione: il linguaggio dell’anima di Pina Nannuli
La Sicilia è il cuore pulsante del suo lavoro: nei tessuti antichi, nei ricami realizzati a mano, negli ex voto inseriti con cura negli abiti. Ogni dettaglio racconta una storia, un voto, una speranza. Tra tutte le opere, Pina è particolarmente legata al primo abito dedicato alla Santuzza. Realizzato insieme all’amica e scultrice Nancy Coco, che ha creato i seni in ceramica e le medaglie votive. Un’opera simbolo, che ha segnato l’inizio di un impegno che la stilista rinnova ogni anno, con la creazione di un nuovo vestito per Sant’Agata.

Nel lavoro di Pina Nannuli, la moda si fa linguaggio dell’anima. La tradizione diventa futuro e la devozione si trasforma in arte sartoriale, profondamente identitaria. E capace di parlare al cuore prima ancora che allo sguardo.
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