“My Safe Way” è un progetto interistituzionale che promuove la sicurezza stradale a Catania attraverso prevenzione, formazione e controlli, con particolare attenzione ai giovani tra i 16 e i 30 anni.

L’iniziativa coinvolge istituzioni, scuole e forze dell’ordine in un’azione congiunta per ridurre gli incidenti e rafforzare comportamenti responsabili alla guida.

Attraverso tecnologia, attività educative e sensibilizzazione, il progetto punta a costruire una nuova cultura della sicurezza stradale basata su consapevolezza e responsabilità condivisa.

Sono stati gli operatori del 118 a insegnare agli studenti le regole del primo soccorso, nell’ambito di un incontro formativo che ha visto la partecipazione della direttrice dell’area del 118, la dottoressa Isabella Bartoli.

“Buongiorno a tutti, grazie che siete fondamentali per la crescita di un territorio sano e di un territorio di cui si può andare fieri”, ha esordito la dottoressa Bartoli, richiamando subito il valore della partecipazione attiva dei giovani.

Nel suo intervento ha sottolineato come il tema dell’emergenza rappresenti una sfida centrale per la sanità: “l’emergenza è la grande sfida della sanità internazionale. Per affrontarla al meglio, ciascuno deve fare la sua parte”. Un concetto ribadito più volte, evidenziando come la capacità di intervenire correttamente in situazioni critiche dipenda dalla consapevolezza e dalla preparazione di ogni singolo individuo.

Primo soccorso e formazione: il valore della prevenzione

La dottoressa ha spiegato come poche azioni corrette possano fare la differenza non solo nel salvare una vita, ma anche nel migliorarne la qualità. Particolarmente significativo il richiamo ai dati sulle emergenze sanitarie: “60.000 persone l’anno per arresto cardiaco perché nessuno mette due mani sopra un torace”, ha evidenziato, sottolineando come un intervento tempestivo di primo soccorso possa risultare decisivo.

Nel suo intervento è emersa anche una visione educativa del progetto, che dovrebbe diventare parte integrante della formazione: “dovrebbe diventare un pezzo del futuro, una materia particolare”, con l’obiettivo di insegnare già ai più piccoli i comportamenti corretti da adottare in situazioni di emergenza.

Cittadinanza attiva e sicurezza: le “quattro R” del 118

Al centro del messaggio anche il concetto di cittadinanza attiva: “dovete diventare protagonisti della vostra vita e della vostra sopravvivenza”, ha affermato, invitando i ragazzi a sentirsi parte integrante della comunità e non semplici spettatori.

La dottoressa ha infine richiamato le cosiddette “quattro R”: regole, rigore, responsabilità e risultati, come sintesi del percorso formativo. “Se voi seguite le regole, con rigore e col senso di responsabilità, si hanno i risultati”, ha concluso, ribadendo che la sicurezza e la capacità di intervenire dipendono dall’impegno di ciascuno.

Un intervento che ha messo in evidenza il ruolo fondamentale della formazione al primo soccorso e la necessità di costruire una cultura della responsabilità condivisa, a partire proprio dai più giovani.