Un patrimonio documentario di eccezionale valore storico e letterario si appresta a passare sotto il martelletto del banditore. Il prossimo 25 giugno 2026, Finarte presenterà a Roma un’asta straordinaria che vede come assoluto protagonista il grande archivio familiare di Giovanni Verga. Un corpus di oltre 1.300 pezzi tra lettere, cartoline e telegrammi ad oggi del tutto inediti, capaci di gettare nuova luce sulla vita intellettuale, privata e amministrativa del padre del Verismo.

L’eccezionale fondo (proposto con una base d’asta di 80.000 euro) offre una panoramica nitida e profonda sulla fitta rete di relazioni che legavano lo scrittore siciliano a Milano e al resto d’Europa tra il 1893 e il 1912.

Un archivio vivo tra letteratura, politica e quotidianità

Il cuore della raccolta è costituito dalla corrispondenza inviata da Verga al fratello Pietro (18 lettere, 6 cartoline e 3 telegrammi), ma a stupire per vastità è la mole di missive ricevute da fratelli, parenti, istituzioni ed editori. Spicca, per consistenza, il nucleo di ben 831 lettere inviate da Mario Verga a Giovanni tra il 1881 e il 1918.

Sfogliando le carte del fondo emerge un ritratto intimo e polifonico dello scrittore, in cui i grandi registri della cultura ufficiale si mescolano amabilmente con la dimensione domestica:

  • Il profilo intellettuale: Tra i documenti compare una lettera del 1906 firmata dal futurista Paolo Buzzi, che omaggia Verga riconoscendolo come maestro assoluto della letteratura italiana.
  • La dimensione pubblica: Oltre 45 comunicazioni provenienti da teatri, circoli e istituzioni, insieme a carteggi legati alla sua attività di Senatore del Regno.
  • La vita quotidiana: Biglietti da visita, appunti contabili e chicche domestiche, come la lettera del 1910 in cui Agatina Boscarino invia a Verga la ricetta originale della “Torta Margherita”, firmandosi affettuosamente “comare”.

Dal Quattrocento a Harry Potter: cinque secoli di rarità bibliografiche

L’incanto di Finarte non si esaurisce con l’epistolario verghiano. La sessione d’asta comprenderà circa 300 lotti d’eccellenza che ripercorrono cinquecento anni di storia del libro e della parola scritta.

Il ritorno della Commedia di Mantova (1472)

A oltre un secolo dalla sua ultima apparizione sul mercato, torna alla luce una delle più rare edizioni quattrocentesche della Commedia di Dante Alighieri.

Stampato a Mantova nel 1472, a pochissimi anni dall’efficace editio princeps di Foligno, questo capolavoro tipografico proviene da una storica collezione privata milanese. La sua rilevanza filologica è immensa: si contano appena 16 esemplari censiti al mondo nelle biblioteche pubbliche (solo 5 in Italia, mentre la stessa Mantova non ne possiede alcuno). La base d’asta per questo autentico tesoro è di 340.000 euro.

Gli altri top lot in catalogo

La sezione dedicata ai manoscritti umanistici e agli autografi vanta pezzi di straordinario rilievo per il panorama letterario e storico:

  • Il Novecento e le Avanguardie: Un carteggio inedito di oltre 80 lettere di Gabriele D’Annunzio indirizzate al Prefetto di Milano; due lettere e un raro componimento in francese di Giuseppe Ungaretti; la prima edizione dei Canti Orfici di Dino Campana con dedica autografa e La Cucina Futurista di Marinetti e Fillia.
  • Grandi classici e rarità: La prima edizione dei Promessi Sposi (1825-27), lettere inedite di Maria Montessori e un disegno originale di Renato Guttuso dedicato a Leonardo Sciascia.
  • Il collezionismo contemporaneo: A chiudere idealmente questo viaggio nei secoli, la rarissima prima edizione italiana di Harry Potter e la pietra filosofale edita da Salani, nella celebre e ricercatissima variante con il giovane mago raffigurato senza occhiali.

📌 Info e Dettagli dell’Asta

  • Asta: Giovedì 25 giugno 2026
  • Esposizione al pubblico: Dal 22 al 24 giugno, ore 10:00 – 18:00
  • Sede: Roma, Via Quattro Novembre, 114