A distanza di giorni dalla sua conclusione, la Lectio Magistralis «Oltre lo Spazio – Persona, ambiente e responsabilità del progetto nello Human habitat Design» continua a far discutere il mondo della progettazione. L’evento online, promosso dalla Delegazione Sicilia dell’AIPI (Associazione Italiana Professionisti Interior Designers) e coordinato da Catania dalla dott.ssa I.D.
Carmela Palumbo, ha visto l’intervento dell’architetto Francesco Ferrara, Presidente e Coordinatore scientifico della Fondazione habitat humano, collegato dalla sede di Lipari. Un confronto a più voci, con il coinvolgimento di rappresentanti AIPI da Milano e professionisti da tutta Italia, che ha lasciato sul campo riflessioni destinate a tracciare il futuro del settore.
La persona situata e il concetto di casa assistiva
Al centro del dibattito si trova lo Human habitat Design (HhD) e il paradigma della “casa assistiva”, un criterio progettuale emerso dal percorso di ricerca avviato dalla Fondazione nel 2019 con i Meeting internazionali Health & Comfort for Human Indoor Life. La ricerca pone la “persona situata” come perno dell’intero processo, considerando l’evoluzione delle sue condizioni corporee, cognitive, emotive e relazionali in rapporto al contesto domestico.
Attraverso il caso emblematico della demenza e della fragilità cronica complessa, la Lectio ha mostrato come la qualità dell’abitare non si riduca alle sole caratteristiche fisiche degli ambienti, ma dipenda dall’integrazione tra spazi, autonomia individuale e sostegni garantiti da caregiver e operatori. In questa visione, che si inserisce nel progetto-missione «La casa che cura», matrici e diagrammi dei flussi domestici misurano le interazioni nell’arco delle 24 ore per garantire la continuità dell’esperienza abitativa.
La responsabilità etica del progettista e le relazioni d’uso
Il punto di svolta culturale ribadito durante l’incontro riguarda l’etica della professione. Per la Fondazione habitat umano, la qualità di un’opera non si esaurisce nella conformità tecnica e normativa, ma richiede una verifica concreta delle Relazioni d’Uso: comportamenti, percezioni, sicurezza e benessere quotidiano. Come ha dichiarato l’architetto Francesco Ferrara:
«Il progetto non si esaurisce nello spazio che configura. Attraverso lo Human habitat Design intendiamo approfondire le relazioni che l’ambiente rende possibili o ostacola e le condizioni che contribuisce a predisporre per la vita delle persone. È in queste relazioni, considerate nella loro evoluzione nel tempo, che si estende la responsabilità del progetto e che dobbiamo verificarne la qualità».
Nuove sinergie e prospettive per la formazione
La visione condivisa trova piena sintesi con i principi dell’Inclusive Design, come ha sottolineato la dott.ssa Carmela Palumbo, componente del Tavolo Tecnico-Scientifico IDFA (Interior Design for All), rimarcando che ogni scelta abitativa incide direttamente sulle opportunità di autonomia e sulla qualità della vita. L’evento ha aperto la strada a una collaborazione interdisciplinare: la delegata regionale AIPI si è detta pronta a portare all’attenzione del Tavolo la proposta di un dialogo con la Fondazione.

All’orizzonte vi è il trasferimento di questi risultati in percorsi formativi rivolti a progettisti, imprese e pubbliche amministrazioni, oltre alla pubblicazione del Numero Zero della collana dei Quaderni HhD entro la fine del 2026.