Se vi trovate a passare davanti all’antica chiesa di Mascalucia, c’è un suono che vi vibrerà dentro prima ancora di varcare la soglia: è l’inno di San Vito Martire. Per i mascalucioti non è una semplice ricorrenza, è un richiamo viscerale.

Folla di cittadini con i propri animali domestici radunata all'esterno della Chiesa di San Vito a Mascalucia durante la celebrazione sul sagrato. Foto di Mari Longo.

Una devozione che si tramanda di generazione in generazione e che due volte l’anno – il 15 giugno (il giorno della “svelata”) e la prima domenica di agosto – ferma il tempo. Eppure, le cose non sono sempre state così. Fino al 1700, il patrono della città era San Nicola. Poi, a voce forte e carte alla mano, gli antenati decisero di cambiare, scegliendo un santo giovane, ausiliatore e profondamente siciliano: un ragazzo di Mazara del Vallo che scelse, nonostante la giovane età, il martirio pur di non rinnegare la propria fede.

I simboli di una fede semplice: il cane e il leone

Chi osserva il simulacro di San Vito nota subito due dettagli insoliti ai suoi piedi: un cane e un leone.

“Il cane rappresenta la fedeltà; il leone la forza.”

La forza è quella di un adolescente che ha resistito alle pressioni di un padre pagano e alle torture del prefetto Valeriano, guidato dai suoi precettori Modesto e Crescenza. Ma è il legame con il cane ad accendere una delle tradizioni più incredibili e sentite di tutta la Sicilia. La storia narra infatti che San Vito guarì miracolosamente un giovane sbranato da un cane, diventando da allora il protettore assoluto dei nostri amici a quattro zampe.

La benedizione degli animali: dalle Unità Cinofile ai… serpenti!

Il momento più atteso della svelata di giugno è una vera e propria festa nella festa: la benedizione degli animali.

Primo piano del parroco con il microfono durante la benedizione all'esterno della Chiesa di San Vito a Mascalucia, circondato dai fedeli. Foto di Mari Longo.

Il sagrato si riempie di storie, code scodinzolanti e persino qualche sorpresa stravagante. Ci sono i cani di quartiere e di famiglia, fieri con il loro fazzoletto rosso legato al guinzaglio – i veri “Cani di San Vito” – ma ci sono anche gli alleati speciali della comunità. All’interno della chiesa fanno infatti il loro ingresso le unità cinofile della Protezione Civile, Polizia e Guardia di Finanza.

Dietro la precisione di questi cani da lavoro, capaci di rispondere ai comandi secchi in tedesco (“Sit!”, “Platz!”) o di innescare l’abbaio per salvare una vita umana dispersa, c’è un lavoro immenso fatto di costanza, addestramento e intesa tra l’animale e il suo conduttore.

Tre volontari delle unità cinofile della Protezione Civile in divisa con i loro cani da soccorso davanti all'altare della chiesa a Mascalucia. Foto di Mari Longo.

San Vito benedice tutti: dai pastori tedeschi in servizio, fino alle tartarughe e ai rettili più insoliti (qualcuno negli anni ha portato persino dei serpenti!).

Una città che cresce, una tradizione che resta

Mascalucia è cambiata. In quarant’anni è passata da 7.000 a oltre 33.000 abitanti, trasformandosi da piccolo borgo a grande centro alle pendici dell’Etna. Radunare i devoti e, soprattutto, agganciare l’entusiasmo dei più giovani in una realtà così grande è una sfida quotidiana, come racconta il parroco, alla guida della comunità da oltre 17 anni.

I soldati mascalucioti partiti per la guerra andavano ad abbracciare San Vito come ultima cosa; i sopravvissuti, tornati a casa, correvano da lui prima ancora di rientrare nelle proprie case. Oggi quel legame non è svanito, ha solo cambiato pelle, superando anche gli stop della pandemia per ritrovare tutto il suo antico vigore.

Verso la “Festa Grande” di Agosto

Se vi siete persi le celebrazioni di giugno, l’appuntamento vero è per l’estate. Il 31 luglio, il 1° e il 2 agosto Mascalucia si trasformerà per la “Festa Grande”.

Sarà un weekend di eventi nuovissimi, pensati per accogliere turisti e curiosi, culminando nella spettacolare processione esterna del simulacro per le vie del paese. Un momento forte, di piazza e di popolo, in cui San Vito riabbraccerà la sua città. Preparate i fazzoletti rosso San Vito: Mascalucia vi aspetta.