L’arte di costruire il futuro dalla Sicilia

Emily Maugeri non è solo una danzatrice e coreografa: è una visione che ha preso forma sul territorio catanese. Partita dalla Sicilia per costruire una carriera di altissimo profilo, ha deciso di fare della propria terra non un punto di partenza da cui fuggire, ma un polo d’eccellenza dove restare e seminare. Oggi, alla guida del MEVART Summer Dance Camp 2026, la Maugeri si conferma un punto di riferimento fondamentale per la formazione coreutica, capace di trasformare il talento locale in una risorsa concreta.

Come già anticipato nel nostro precedente approfondimento dedicato alla rassegna, abbiamo incontrato Emily per parlare della nuova edizione del campus, del valore dell’investimento culturale in Sicilia e della missione educativa che accompagna il suo lavoro quotidiano.

Investire in Sicilia: una scelta di cuore

«Per me investire nella mia terra è sempre stata una scelta di cuore, prima ancora che professionale», racconta Emily. La sua è una sfida chiara: dimostrare che la qualità non ha confini geografici. «Sono nata artisticamente a Catania e ho sempre creduto che per costruire qualcosa di importante non fosse necessario andare via. In tutti questi anni ho cercato di creare occasioni concrete, portando qui professionisti, coreografi e realtà provenienti da tutta Italia e dall’estero».

Il suo obiettivo è ribaltare la narrazione del “limite”: «Vedere oggi tanti ragazzi che sono cresciuti con noi costruirsi una carriera nel mondo della danza è una delle soddisfazioni più grandi. Catania ha tantissimo talento: bisogna semplicemente avere il coraggio di investirci e dare ai giovani gli strumenti per scegliere il proprio futuro senza sentirsi penalizzati dal luogo in cui sono nati».

Il MEVART Summer Dance Camp non è un semplice stage, ma una piattaforma di confronto di alto profilo. «MEVART nasce dal desiderio di offrire ai ragazzi un’esperienza di formazione di alto livello senza dover necessariamente prendere un aereo e andare altrove», spiega la direttrice.

La sfida, edizione dopo edizione, è sempre più ambiziosa: «Alzare l’asticella. Costruire un cast di docenti di grande valore, mettere insieme linguaggi e discipline differenti e riuscire a creare tre giorni nei quali ogni ragazzo possa sentirsi stimolato, osservato e arricchito. Dietro c’è un lavoro enorme, fatto di responsabilità e sacrifici. Ma quando penso che un giovane danzatore siciliano potrà confrontarsi con professionisti che rappresentano le realtà più importanti della danza nazionale e internazionale, tutto acquista senso».

Il segreto del talento: oltre la tecnica

Nel corso della sua carriera, Emily Maugeri ha formato talenti approdati sui palcoscenici più prestigiosi, inclusi i riflettori del talent Amici. Qual è, dunque, il segreto per individuare il talento? «Il talento da solo non basta», chiarisce. «Ciò che fa davvero la differenza è quello che un ragazzo riesce a costruire intorno al proprio talento: disciplina, curiosità, umiltà, determinazione e capacità di rialzarsi».

Non cerca la perfezione estetica, ma la sostanza: «Non guardo soltanto a una bella linea o alla capacità tecnica. Cerco qualcosa negli occhi, nel modo in cui un ragazzo ascolta, nella “fame” che ha di imparare. Il mio compito è capire chi ho davanti e trovare la strada giusta per far emergere la sua identità, senza trasformarlo nella copia di qualcun altro».

Per la coreografa, la danza è uno strumento di crescita personale che va ben oltre la sala prove. «Formare un danzatore significa prima di tutto contribuire a formare una persona», sottolinea. «La danza insegna disciplina, rispetto, responsabilità, sacrificio. Durante MEVART, i ragazzi si troveranno spesso fuori dalla propria zona di comfort: ed è proprio lì che avviene la crescita più importante».

Un auspicio per il futuro: fare rete

Guardando al panorama culturale isolano, Emily Maugeri rileva passi avanti significativi. «In Sicilia abbiamo una generazione di giovani estremamente talentuosa e curiosa. Ciò che ancora manca è una maggiore continuità».

Il suo appello alla collaborazione: «Dovremmo imparare a fare rete tra scuole, professionisti, istituzioni e realtà culturali. La crescita di una realtà non toglie spazio alle altre; al contrario, contribuisce ad alzare il livello di tutto il territorio. Vorrei che ogni ragazzo siciliano potesse pensare: “Posso partire da qui”. Poi è giusto che conoscano il mondo, ma che sappiano che la Sicilia può essere il luogo da cui iniziare a costruire qualcosa di grande, non un limite da cui dover scappare».

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