Arte e talk sull’ecologia del pensiero

In occasione del vernissage che si terrà domani a Piedimonte Etneo, in quel crocevia unico e potente tra l’Etna e la Valle dell’Alcantara, debutta “Fino all’origine”, il progetto ideato da Giuseppe La Spada e curato da Valentina Capizzi. Tra installazioni multimediali, immagini che sospendono il tempo e una profonda indagine etica, l’arte contemporanea torna a farsi spazio di coscienza nel panorama culturale siciliano.

Oltre la crisi ambientale: l’inquinamento dello sguardo

Il cuore pulsante del progetto affonda le radici in una constatazione radicale maturata in oltre vent’anni di ricerca artistica internazionale da Giuseppe La Spada: la crisi ecologica che attraversiamo non può essere ridotta a una mera questione di salvaguardia esterna. Esiste una forma di inquinamento ben più insidiosa, che si annida nei nostri modelli di pensiero, nei desideri di consumo e nel modo in cui l’essere umano costruisce le proprie relazioni con la natura.

Vincitore nel 2007 di un prestigioso Webby Award a New York per l’ecologia, e firmatario nel 2019 della regia dell’ultimo video di Battiato “Torneremo ancora”, La Spada ha legato gran parte del suo percorso all’elemento dell’acqua. Un elemento che ritorna come origine, memoria e soglia. Non è un caso che la sua firma sia legata anche al progetto internazionale con il premio Oscar Ryuichi Sakamoto, che ha scelto proprio l’Etna per rappresentare l’Italia attraverso la sua identità sonora unica, portandola alla Biennale di Venezia, alla Haus der Kunst di Monaco e all’Artizon Museum di Tokyo.

Con “Fino all’origine”, l’artista ci invita a un “tuffo dentro sé stessi”: un’immersione fisica che si fa viaggio interiore per riscoprire la nostra vulnerabilità e l’appartenenza a un sistema indissolubile.

Estetica ed etica: il ruolo di curatrice e gli asset strategici di Valentina Capizzi

In questo percorso di discesa e riscoperta, la visione curatoriale di Valentina Capizzi gioca un ruolo fondamentale, confermando una volta di più il suo impegno di primo piano per l’arte a Catania e in tutta la Sicilia. Già apprezzata in recenti occasioni di confronto e interviste, come nel percorso legato al progetto “Noto è bella”, Valentina Capizzi dimostra ancora una volta instancabile energia e una progettualità lucida.

La sua figura di curatrice non si limita all’allestimento, ma agisce come architettura di senso, valorizzando specifici asset strategici per il successo e la profondità dell’operazione culturale. Il primo di questi pilastri è il radicamento territoriale e paesaggistico, fondato sulla scelta non casuale di Piedimonte Etneo per inserire l’opera in un dialogo diretto e tangibile tra la forza tellurica del vulcano e la fluidità dell’Alcantara.

A ciò si unisce la trasversalità dei linguaggi multimediali, visibile nella costruzione di un percorso che intreccia fotografia subacquea, installazioni sonore, video e interattività, trasformando il visitatore da spettatore passivo a soggetto attivo. Infine, la strategia culturale punta con decisione sull’investimento formativo sulle nuove generazioni, ponendo la centralità del dialogo con le scuole e i giovani del territorio come vero e proprio presidio educativo per una transizione a lungo termine.

L’incontro tra l’arte di La Spada e la cura di Capizzi si regge su una coincidenza linguistica che diventa manifesto: nella parola “estetica” è inscritta l’“etica”. L’opera d’arte agisce come un dispositivo di conoscenza, capace di generare prima emozione e poi domanda.

Un museo multimediale tra i vulcani e le coscienze

Il progetto prende la forma di un museo multimediale interattivo, uno spazio immersivo in cui i confini tra natura e artificio si dissolvono. Qui la comunità è chiamata a interrogarsi, a riconoscersi parte del problema e, auspicabilmente, della trasformazione.

Mentre ci prepariamo a vivere il vernissage di domani, la riflessione che ci consegna “Fino all’origine” è limpida: la vera rivoluzione ecologica non comincia fuori di noi. Comincia, semplicemente, dal modo in cui scegliamo di guardare.

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