Dal 7 al 30 agosto 2026, il suggestivo scenario dell’ex Convento di Santa Chiara in corso Vittorio Emanuele a Noto ospita “La voce della cenere”. La mostra personale dell’artista catanese Nunzio Fisichella. Curata da Paolo Patanè – direttore del sito UNESCO Le Città Tardo Barocche del Val di Noto e patrocinata dalla Città di Noto e dall’assessorato alla Cultura, l’esposizione è regolarmente aperta al pubblico.
Tra materia vulcanica e memoria barocca
L’evento segna un ritorno significativo per Fisichella in una città che ha profondamente segnato la sua crescita artistica. Il celebre “giardino di pietra” e il candore luminoso delle architetture barocche nettine dialogano idealmente con le grandi tele monocrome giocate sui toni del bianco, cifra stilistica distintiva della sua produzione.
Al centro della ricerca visiva dell’artista c’è l’impiego di materie prime originali, con la sabbia e la polvere vulcanica dell’Etna elevate a protagoniste assolute. Non si tratta di semplici elementi decorativi, ma di veri e propri veicoli di linguaggio, identità e racconto. Grazie a questa cifra espressiva unica, le opere di Fisichella hanno valicato i confini regionali e nazionali.
Un Ferragosto all’insegna della cultura
Siamo arrivati alla vigilia di Ferragosto, e la domanda su come trascorrere queste giornate si fa ricorrente, specialmente in un periodo caratterizzato da tempo incerto o dall’attività dell’Etna. L’arte, capace di rigenerare e di offrire un arricchimento culturale impareggiabile, si conferma la scelta ideale per questo ponte festivo.
Noto, tra le mete siciliane più ambite e protagonista di un’estate ricca di iniziative — tra le quali abbiamo seguito con interesse Noto è Moda— si presta perfettamente a piacevoli passeggiate culturali tra le vie del suo centro storico. La mostra di Fisichella, visitabile fino al 30 agosto, rappresenta un’occasione imperdibile per arricchire il proprio Ferragosto.
Inoltre, per chi volesse continuare questo percorso tra le eccellenze del territorio, è possibile recarsi ad Aci Castello fino al 16 agostoper ammirare la mostra dedicata a Sant’Agata. Un’opportunità da non perdere per apprezzare la maestria e la bravura degli artigiani locali.
La poetica del curatore
Come evidenziato dal curatore Paolo Patanè, il percorso dell’artista si muove su un doppio binario, tra geografia e storia, trasformando la cenere in un centro fisico e filosofico: non un semplice residuo, ma materia capace di raccontare ciò che finisce e ciò che può rinascere.
“La lava distrugge e la lava rigenera… da questo apparente paradosso nasce quello che il curatore definisce un “dramma felicissimo”: la ricostruzione attraverso la distruzione.” — Paolo Patanè.
Nel cuore del Val di Noto, la mostra diventa un inno alla resilienza, dimostrando come la cultura e la bellezza possano trasformare la materia in un messaggio universale di rinascita e speranza.
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