Un monito diretto arriva dall’ANVCG che da anni si impegna sul territorio affinché non ci siano più vittime civili di guerra. Ma la strada sembra ancora lunga. Le acque cristalline del borgo marinaro di Ognina, a Catania, nascondono infatti ancora una volta le ferite mai del tutto rimarginate della storia. Nei giorni scorsi, la scoperta di un residuato bellico nei fondali antistanti lo specchio d’acqua compreso tra via Acque Casse e via Pietro Nenni ha fatto scattare l’immediata mobilitazione delle autorità, riportando d’attualità il pericolo invisibile che continua a insidiare le nostre coste.
Un ritrovamento che assume un valore ancora più simbolico e doloroso, se pensiamo che proprio lo scorso 8 luglio si è tenuta la commemorazione organizzata dall’ANVCG di Catania per l’83esimo anniversario dei bombardamenti sulla città, una ricorrenza alla quale la nostra redazione di Eventando ha partecipato per onorare la memoria delle vittime civili di guerra.

Per scongiurare qualsiasi tragedia e tutelare la pubblica incolumità, la Capitaneria di Porto ha emesso un provvedimento urgente che impone regole ferree nell’area. L’ordinanza vieta tassativamente, entro una fascia di 150 metri dalla costa, qualsiasi attività subacquea, di immersione e l’ancoraggio di imbarcazioni. Le restrizioni resteranno in vigore fino alla completa rimozione e bonifica della zona, un’operazione delicata che sarà condotta dagli specialisti del nucleo SDAI della Marina Militare.
ANVCG, la voce della Presidente Giusy Puccio: memoria, prevenzione e sicurezza
Di fronte a un ritrovamento che riaccende la paura, l’ANVCG (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra) di Catania è in prima linea per trasformare la cronaca in un momento di forte riflessione collettiva. Raggiunta dalla nostra redazione, la Presidente Giusy Puccio ha voluto rimarcare quanto la notizia sia stata accolta con la consapevolezza che la guardia non debba mai essere abbassata:
«L’ANVCG si impegna, grazie al protocollo d’intesa con il Ministero della Difesa, a svolgere progetti di bonifica grazie all’impegno degli artificieri sia della Marina Militare che dell’esercito».

Un’azione capillare che si fonda sulla competenza di figure chiave e sulla divulgazione scientifica e storica: «Uno studioso ed esperto in ordigni bellici inesplosi, Giovanni La Firenze, ha mappato tutto il territorio nazionale ed è l’autore del blog e del progetto “Biografia di una Bomba”. Ha curato e preparato delle slide, inerenti il territorio nazionale che sono state proiettate durante i laboratori nelle scuole di ogni ordine e grado per la campagna che intende divulgare la pericolosità degli ordigni bellici inesplosi.
In particolare, nella nostra Sicilia vive un esperto artificiere dell’esercito, uno dei pochi conoscitori degli ordigni della seconda guerra mondiale, Corrado Lo Iacono, che viene chiamato da tutta Italia qualora venga rinvenuto un ordigno bellico».
La missione dell’associazione, tuttavia, guarda dritta al futuro attraverso l’educazione delle giovani generazioni e il ricordo indelebile di chi ha pagato il prezzo più alto: «L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Sezione di Catania, promuove campagne per sensibilizzare e prevenire i danni dallo scoppio degli ordigni bellici inesplosi attraverso i laboratori nelle scuole e promuovendo incontri pubblici con le istituzioni e i reparti specializzati dello Stato Maggiore dell’esercito unendo con la prevenzione, l’approfondimento storico sulle guerre mondiali e sugli effetti che ancor oggi gravano sui civili».
Un monito potente che si chiude con una realtà drammatica e reale: «Molti soci dell’ANVCG sono rimasti ciechi, mutilati e invalidi a causa di questi residuati bellici».