Il tempo, la materia e la luce del tramonto si sono fusi in un’unica, straordinaria esperienza enogastronomica. Noi di EventandoCatania eravamo presenti e abbiamo vissuto in prima persona “Golden Hour – Ossidazioni Mediterranee”, l’evento ideato da Francesco Chittari che ha trasformato la storica cornice di Villa Oria, a Sant’Agata li Battiati, in un tempio della sperimentazione e del gusto.

Varcare i cancelli di Villa Oria ha significato abbandonare le categorie tradizionali del vino per lasciarsi guidare da una prospettiva inedita. Il focus della serata è stato interamente incentrato sui vini macerati, orange e ossidativi: etichette nate dal contatto prolungato del mosto con le bucce, figlie dell’attesa, dell’evoluzione e del respiro dell’ossigeno.
Come ci ha raccontato lo stesso ideatore, Francesco Chittari:
«Una serata pensata per accostarsi al vino da una prospettiva diversa, partendo da una suggestione semplice: i colori del vino che richiamano quelli del tramonto, dalle tonalità dorate e ambrate fino alle sfumature più intense che nascono dal contatto, dal tempo, dal respiro e non meno importante dalla signature impressa dallo stile di ciascun produttore».
Nel calice, questa filosofia si è tradotta in un racconto di materia viva in continua trasformazione, capace di regalare profumi intensi, consistenze uniche e una profondità antropologica che ha conquistato tutti i presenti.
L’alta cucina in dialogo con il calice
Ad accompagnare e completare l’esperienza è stato un percorso gastronomico d’eccezione, firmato da cinque chef che hanno saputo dialogare alla perfezione con le complessità e le acidità dei vini proposti. Dalle creazioni di Alessandra Ragusa — con il suo raffinato Zabaione di mare a base di conchiglietta di semola, zabaione salato e pesce salinato — alla Tartare di alalunga su cracker di Ivan Siringo, arricchita da limone fermentato, cipolla rossa e pomodoro secco.



Il viaggio del gusto è proseguito con il gustoso e avvolgente Panino con lingua di manzo, senape, salsa verde e cipolla caramellata firmato da Marco Cannizzaro, e con la reinterpretazione della tradizione di Massimiliano Vasta, che ha proposto il suo Arancino zafferano, burro e alici abbinato a burro acido, alici marinate a secco e germogli di stagione.
A chiudere questo straordinario itinerario culinario è stata Valentina Rasa con Botanika e Orange, un piatto a base di riso jasmine al cocco, limone fermentato, funghi, topinambur e nuvola fumé.