L’Università di Catania si conferma ancora una volta un punto di riferimento imprescindibile nel panorama culturale e accademico, promuovendo iniziative che vanno ben oltre le aule universitarie. Attraverso la dedizione costante alla ricerca scientifica e alla valorizzazione del territorio, l’ateneo catanese svolge un ruolo cruciale nella formazione specialistica, garantendo ai propri studenti strumenti d’eccellenza per interpretare le radici profonde della Sicilia.
L’impegno formativo di UniCT sul campo
Dal 15 al 17 luglio 2026, la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Catania organizza un importante viaggio di studio nella Sicilia occidentale. Questa iniziativa formativa offre agli studenti tre intense giornate dedicate all’approfondimento dell’archeologia locale, trasformando il territorio in un’aula a cielo aperto grazie a un programma che alterna lezioni sul campo, visite guidate e momenti di confronto diretto con i docenti della Scuola.
Il percorso tra Palermo e Solunto
Il percorso didattico prende il via il 15 luglio, quando il gruppo giungerà a Palermo in autobus per una lezione introduttiva dedicata ai siti di Palermo e Solunto. Seguirà una approfondita visita archeologica della città che impegnerà i partecipanti per circa otto ore, prima di procedere con il trasferimento a Marsala per il pernottamento.
L’archeologia marittima a Marsala
La giornata del 16 luglio sarà interamente dedicata a Marsala, dove gli studenti avranno l’opportunità di partecipare a una visita guidata presso il Museo cittadino, condotta dal Prof. Roberto La Rocca, docente di Archeologia marittima e subacquea. Anche questa seconda serata si concluderà con il pernottamento a Marsala.

Le testimonianze fenicio-puniche di Mozia
Il viaggio si concluderà il 17 luglio con una tappa cruciale presso l’isola di Mozia. Qui, i partecipanti seguiranno una lezione e una visita guidata all’importante sito archeologico curata dalla Prof.ssa Paola Sconzo, esperta in Archeologia fenicio-punica. Al termine dell’attività, il gruppo intraprenderà il viaggio di rientro verso Palermo per poi fare ritorno a Catania.
Questa iniziativa rappresenta un momento fondamentale per la formazione dei futuri archeologi, che possono integrare le conoscenze accademiche con l’osservazione diretta del patrimonio, confermando ancora una volta l’impegno costante dell’ateneo catanese nella ricerca e nella valorizzazione culturale del territorio siciliano.