Le pietre della cripta di S. Euplio, custodi di una ferita mai del tutto rimarginata, hanno accolto mercoledì 8 luglio 2026 la solenne commemorazione dell’83° anniversario dei bombardamenti su Catania. Un momento di raccoglimento che, nel ricordo dei tragici fatti del 1943, ha lanciato un ponte verso le sofferenze del presente, in un mondo che sembra non aver ancora imparato a ripudiare la guerra.

Tra memoria e attualità
La cerimonia ha preso il via con la deposizione di una corona d’alloro, un gesto dal valore simbolico affidato al Vicesindaco Massimo Pesce, seguito dalla benedizione di Padre Alfio Carbonaro. L’archeologa Olimpia Maravigna ha ricordato ai presenti come il territorio urbano sia un “archivio vivente”: ignorare la storia delle piazze e dei siti che calpestiamo ogni giorno significa privarci di un pezzo della nostra identità.
Il grido dell’ANVCG: “La guerra è ancora tra noi”
Il dibattito, proseguito presso la Biblioteca Comunale V. Bellini, ha messo in luce la drammatica attualità del tema. Se il Luogotenente Luigi Lauriola ha inquadrato la cornice normativa, il cuore della sala è stato scosso dalla testimonianza della prof.ssa Tiziana Rasà e, soprattutto, dalle parole di Dina Castronovo (Presidente VOI), impegnata da 40 anni nel soccorso ai fragili.

È in questo contesto che la Presidente dell’ANVCG, Giuseppina Puccio, ha lanciato un forte monito. Con circa 60 conflitti attivi nel mondo, la guerra non è un reperto storico, ma una piaga che colpisce i civili. La Presidente ha denunciato le strategie belliche contemporanee: “È estremamente allarmante l’aumento degli attacchi contro scuole, ospedali, aeroporti e reti idriche. Sono azioni studiate per compromettere deliberatamente il futuro delle popolazioni e dei territori”.
Conoscere per prevenire: l’eredità degli ordigni
Un tema cruciale è quello degli ordigni inesplosi che, a 83 anni di distanza, minacciano ancora la sicurezza cittadina. L’ANVCG, tramite i laboratori scolastici promossi con il Ministero, insegna ai giovani il riconoscimento dei pericoli. “In caso di ritrovamento, la regola è ferrea: non toccare nulla e chiamare immediatamente le Forze Armate. Conoscere per prevenire, informare per salvare vite”.

L’appello per la pace
La commemorazione si è chiusa con un accorato appello. Ricordare le 190 vittime catanesi dell’8 luglio 1943 non è solo un atto di devozione, ma un impegno morale. L’ANVCG, aderendo alla campagna STOP BOMBING TOWNS AND CITIES, rinnova il suo impegno affinché il dolore del passato diventi la spinta necessaria per costruire un futuro in cui la violenza della guerra non neghi più sogni, progetti e speranze a persone innocenti.
